4. IL CONTESTO

GEOGRAFIA

Ogni indagine deve avere un contesto stabilito e definito perché questo rappresenta una variabile in grado di influenzare molti aspetti dell'indagine e dell'oggetto di studio stesso. In questo elaborato si considererà principalmente l'aspetto relativo ai campi profughi, trattando solo marginalmente gli aspetti relativi al Sahara occidentale, terra originaria dei Sahrawi. Per inquadrare bene, dal punto di vista geografico, il contesto, è opportuno soffermarsi un attimo nella zona di Tindouf (Algeria).
I campi profughi sono in territorio algerino, nel Maghreb (territorio che comprende Mauritania, Sahara Occidentale ex-Spagnolo, Marocco, Algeria, Tunisia e Libia; regione araba del nord-Africa, per alcuni aspetti è simile alla nostra Comunità Europea). In particolare i campi sono situati nella zona più ad ovest dell'Algeria, nei pressi di Tindouf, su un altopiano desertico, la Hammada, a circa 500 metri di altitudine. Tindouf è stata da molto tempo abitata perché incrocio di alcune vie trans- sahariane che dal Mediterraneo e dalla costa atlantica del Marocco arrivano fino al Senegal.
E' stata ed è zona di commercio, sviluppato ulteriormente nell'ultimo decennio anche in considerazione della vicinanza dei campi profughi sahrawi. Tindouf è una città di circa 50.000 abitanti che domina questa regione posta tra il 30 parallelo ed il Tropico del Cancro, vicina al 10 meridiano (figura 1); è una città importante, oltre che dal punto di vista commerciale e demografico, anche dal punto di vista militare. E' qui, infatti, che si estende per decine di chilometri l'ultima base militare algerina a difesa del fronte occidentale ed in particolare dal Marocco (confina inoltre con il Sahara Occidentale e con la Mauritania).
Attualmente, vista la situazione politica, l'accesso a Tindouf dall'Europa non è più consentito via terra, attraversando i monti dell'Atlante e costeggiando il confine tra Algeria e Marocco, a causa del terrorismo integralista islamico, ma solamente attraverso voli da Algeri all'aeroporto militare di Tindouf. Queste vie sono consentite solo a persone (sahrawi, algerini, ecc.) con speciali permessi così da consentire la comunicazione di uomini, merci e materiali ai campi profughi da tutto il "mondo occidentale".
Da Tindouf attraverso una strada asfaltata e un posto di blocco si varca quello che in realtà è un confine di stato tra l'Algeria e la Repubblica Araba Saharawi Democratica (R.A.S.D.), ovvero i campi profughi. A circa 25 Km. si può arrivare a Rabuni, centro direzionale-governativo R.A.S.D. e sede del centro di accoglienza per le delegazioni straniere.
Il territorio destinato ad ospitare i campi profughi è di circa 100 kmq, si spinge verso il Sahara Occidentale ed è completamente desertico, piatto, ricoperto di sassi e sabbia (Hammada). Il clima è, ovviamente, di tipo desertico con piovosità quasi assente (può piovere una volta all'anno) e che nel caso di pioggia origina i "Sabka", veri e propri fiumi di durata brevissima a causa dell'evaporazione o dell'assorbimento dal terreno (nel mese di novembre la pioggia ha causato un vero e proprio "alluvione" alla tendopoli di El Ayoun, lasciando circa 4.000 persone senza tenda e causando seri danni alle strutture in muratura come le scuole).
La temperatura varia nelle due stagioni: estate ed inverno raggiungendo i 45-50 in estate ed i 5 sotto zero nelle notti d'inverno. L'intera regione è spazzata dal vento di scirocco che soffia d'estate quasi sempre anche se varia di velocità e che talvolta alza delle tempeste di sabbia dalle quali è difficile ripararsi, che coprono di sabbia, col tempo, tutto quello che c'è, costruzioni comprese e da un vento freddissimo d'inverno simile alla nostra tramontana.
La vegetazione è assente eccetto dei rarissimi alberi a spine ed una oasi naturale di poche vecchissime palme presso la tendopoli di Dakhla. L'acqua è, comunque, reperibile a breve profondità (2-6 metri mediamente) grazie a strati argillosi nel sottosuolo, ma ha una elevata salinità fino a renderla non potabile e di difficile uso agricolo, costringendo i sahrawi a grandi sforzi per l'irrigazione della minima orticoltura effettuata. L'acqua potabile è invece reperibile solo in poche zone, vicino alle quali sono state costruite le tendopoli dei rifugiati.
La viabilità interna ai campi è possibile attraverso un breve tratto di strada asfaltata e da una rete di piste che costringono all'uso di mezzi fuoristrada, camion militari e molta esperienza per riconoscere le esili tracce delle piste.
I campi sono strutturati in 4 provincie (Wilayas) e 25 comuni (Dairas) e 3 scuole residenziali. Essendo stati costruiti per ospitare rifugiati da una guerra in atto, risentono, nella dislocazione, di considerazioni tattiche oltre che di disponibilità di acqua. La tendopoli più distante è situata a circa 160 km. dal centro dei campi e le altre sono raggiungibili in un raggio di 30-60 km.
Le Wilayas e le Dairas hanno i nomi delle città del Sahara Occidentale, così da far restare ancorate in qualche modo le famiglie ai loro luoghi d'origine; ritroviamo, allora, El-Ayun (la capitale), Smara, Auserd, Dakhla come wilayas e Tifariti, Aguennit, Bujador, Hausa, ecc. come Dairas.
La R.A.S.D. virtualmente si estende su tutto il territorio del Sahara Occidentale, Ex-Sahara Spagnolo, ma in realtà lo è solo nella parte liberata dall'occupazione marocchina. Il territorio conteso ha un'estensione di circa 266.000 Kmq, non conosciuti con esattezza a causa delle interpretazioni diverse che i vari colonizzatori della zona e le parti in causa del conflitto danno degli artificiali confini di questa terra. Il territorio è compreso tra due regioni: il Seguiat el Hamra a nord ed il Rio de Oro a sud (figura 2).
E' un territorio piatto, con qualche altipiano che raggiunge al massimi 500 metri. La regione del Seguiat el Hamra, che letteralmente significa "fiume rosso" a causa del colore della sabbia che trasporta, è attraversata dall'omonimo fiume che la percorre per circa 400 Km, rendendo fertili le rive e consentendo la coltivazione. Verso nord-est la zona presenta rilievi rocciosi accidentati ed aridi, ma scendendo gradualmente a sud il clima si mitiga per gli influssi atlantici, mantenendo una temperatura media di 20. La regione del centro-sud, Rio de Oro, è formata quasi esclusivamente da dune di sabbia: E' qui che inizia veramente il deserto, che il terreno si fa così pianeggiante da non trattenere la scarsa pioggia e non consentire la coltivazione se non in alcune piccole valli. Le coste sono inospitali in alcune parti ed offrono pochi approdi naturali; i porti sono pochi e la popolazione non ha potuto dedicarsi alla pesca come questo pescosissimo mare avrebbe potuto offrire, anche a causa delle banchine di sabbia che insidiano la navigazione costiera. Si deve però considerare che i porti risalgono all'epoca coloniale e che le moderne tecniche di navigazione consentono a molte flotte (Giappone, Russia, U.S.A., ecc.) di raccogliere abusivamente milioni di tonnellate di pesce all'anno di fronte a queste coste.
Il sottosuolo del Sahara Occidentale può offrire, infine, notevoli risorse minerarie, tra cui uno dei più grandi giacimenti di fosfati al mondo, che già gli spagnoli avevano iniziato a studiare e ad estrarre.


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